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Verso Sud

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Tra qualche ora riparto. Meteo permettendo il Twin Otter che ci ha portato qui 14 giorni fa attererà sulla pista disegnata sulla banchisa dai guardiacoste (un lavoro bestiale oggi a -50… gli si è pure congelato il carburante negli ugelli dello spalaneve…). La giornata è stata coperta e ventosa, ma Ralf Staebler è finalmente riuscito a mettere in funzione la sua slitta stracarica di strumenti per la misura della CO2 che l’Amundsen abbandonerà sul pack per ripassare a prenderla tra qualche settimana. L’installazione è stata qualcosa di vagamente epico. A due miglia dall’Amundsen,a 48 sotto zero e in mezzo a un vento a 30 nodi Ralf (con il parka rosso), Leif (parka blu con striscia arancione) e Phil hanno avuto ragione di coperchi e strumenti bloccati per il freddo, viti che non si avvitavano e pulloni che non si allentavano. E perfino di un computer corazzato nel quale Windows è improvvidamente andato in crash per il freddo. A nulla è servito infilarlo den
Perfortuna è bastato appoggiarlo dentro al motore di una delle motoslitte – sempre accese per non restare a piedi – per convincerlo a ripartire… Il guardiacoste che vigilava sugli orsi ed io che covavo le batterie della macchina fotografica come un pinguino maschio cova le uova, abbiamo tirato un sospiro di sollievo.

La bellissima panoramica qui sopra è di Mike McNulty, che oltre che con la cloche ci sa fare anche con  l’otturatore.

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Perfortuna, mentre rientriamo alla nave dalle nuvole emerge un bellissimo tramonto. Ralf attendeva questo momento da due settimane, ma non si può nemmeno festeggiare con una birra… Il bar stasera è chiuso.

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Ancora una tappa a Inuvik, e poi giù verso Edmonton e a Est fino a Toronto dove mi fermo ancora qualche giorno prima di rientrare a Milano.  Ho cercato di scrivere il più possibile, ma guardando i miei appunti mi rendo che c’è ancora molto d raccontare. Del problema dei contaminanti, della struttura del ghiaccio e della neve, delle popolazioni native. Saprò cosa fare nei cambi di aereo.

A Inuvik (forse) ritroverò i miei bagagli. A parte qualche t-shirt acquistata a bordo il mio bagaglio è ancora leggerissimo e sta tutto nello stesso sacchetto con il quale sono arrivato da Calgary dove avevo scattato questa foto. Nello zaino tre macchine foto, una telecamera e un laptop che hanno fatto ampiamente il loro dovere incuranti delle temperature e di qualche capitombolo sul ghiaccio.

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