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aNobii, il web 2.0 in cerca di un business model

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Greg Sung, il 29enne creatore di aNobii, ha da poco finito di parlare a Milano. L'occasione era l'accordo del suo popolarissimo social network di lettori con Ibs, il cui direttore generale Mauro Zerbini ha in programma anche il lancio si una piattaforma musicale per l'autunno e più avanti audiolibri e ebook. Presentazione rapida che ha sottolineato l'importanza dei meccanismi di fiducia e trasparenza all'interno del Web 2.0. Sung, che ha lanciato anche un progetto spin-off molto interessante, Moosh, per verificare spettacoli cinematografici e posti disponibili (presto un aNobii x la celluloide oltre che per la cellulosa? Chissà…).
Tre le parole chiave che ha proposto:
Genuinità: gli utenti partecipano se sentono che la community è originale e vera. I furbetti, come chi cerca di influenzare una community con recensioni false, vengono primo o poi sgamati.
Passione: per lanciare una start-up che funzioni bisgna concentrarsi su qualcosa che ci piace. Altrimenti non lo svilupperai mai bene. Vedi l'esperienza di Moosh, nato dopo le sfuriate di fidanzate rimaste fuori dal cinema. E naturalmente il sistema deve essere semplice, ma ormai questo s'era capito nel 2.0…
Sostenibilità: questa è la più interessante perchési riferisce ai modelli di business. Anche se genuino e con una forte community di appassionati, ciò che non fa profitto non dura (vedi il primo CouchSurfer).
Il problema, ed è lo stesso Sung a dichiararlo candidamente, è che il modello di business ancora non è chiaro nemmeno a lui. L'accordo con Ibs ne è certamente una parte, ma non sembra poter sostenere tutto. Greg sta tentando varie strade, tra cui diventare tool di marketing (purché sia esplicita l'operazione!) di nuovi autori e volumi.
Per la cronaca aNobii ancora non fa profitti, ma anche il suo creatore riconsce che deve trovare un sistema per sostenersi se vuole continuare ad attirare lettori/collaboratori.

E no, se vel lo state chiedendo, Sung, non crede granché negli e-book, perché giustamente osserva che leggere – quando si tratta di narrativa – è ancora unìesperienza estremamente fisica.