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Il valore invisibile del Pianeta – L’economia della biodiversità

Pavan Sukhdev non è un ambientalista tout-court, ma il responsabile dei Global Markets della Deutche Bank e vedere che la Commissione Europea ha messo questo genere di profilo a capo della task-force di Teeb, il gruppo di lavoro sull’economia della biodiversità e degli ecosistemi lanciato dopo la Potsdam Inititative è un segnale importante. Qui c’è l’interim report, frutto della prima fase del Teeb, mentre la seconda parte sarà disponibile entro il 2010. Nella controcopertina di Nòva24 di oggi racconto dove stanno andando queste ricerche che mirano a costruire un quadro di riferimento completo e globale del valore economico dell’ambiente. E’ un altro modo di guardare alle cosiddette “esternalità“, da tempo descritte dagli economisti, ma sempre sfuggenti nella loro misurazione.

Un link ricchissmo di materiali sul tema è quello della Cop, la converenza sulla biodiversità dello scorso maggio a Bonn.

Il Teeb riprende il filone di ricerca iniziato dallo Stern Report, la review del ministro britannico sull’impatto economico del cambiamento climatico, ma è più ampio, perché guarda all’effetto a lungo termine, l’orrizzonte è il 2050, dell’azione antropica sull’ambiente. Il cambiamento climatico in realtà non è che un fattore aggravante di ciò che facciamo. Perciò anche chi nega l’esistenza del cambiamento climatico, o l’importanza della sua componente antropica, dovrebbe cominciare a preoccuparsi. Seriamente.