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Terremoti mediatici, gli unici prevedibili

La conta delle vittime del terremoto in Abruzzo continua a salire, ma intanto i media italiani, da Repubblica a Il Corriere, e ieri sera perfino Bruno Vespa nel suo "Porta a Porta " si sono gettati sulla questione Giampaolo Giuliani che rimbalza ampiamente su YouTube il perito elettronico che con il suo "precursore sismico" dichiara di aver previsto le scosse e ora esige delle scuse.

Giuliani, va detto subito, è un perito elettronico senza alcune pubblicazione in materia di sismologia, una delle branche più complesse delle scienze naturali e un vero rompicapo. Al di là dell'isteria mediatica la questione merita però attenzione perché nel dibattito pubblicop sembra stia passaMappa_opcm3519ndo il messaggio – sbagliatissimo – che i terremoti si possano prevedere.

Il "quake forecasting" è da anni il rompicapo dei sismologi. Il settimanale "Nature" ha proposto recentemente un'illuminante review sullo stato dell'arte di Hiroo Kanamori che spiega come si può migliorare la la preparazione, ma certamente ancora non predire con una precisione di ore la posizione di un epicentro. Anche la Nasa sta studiando sistemi satellitari per cercare di correlare potenziali elettrici all'arrivo delle scosse come spiega Bbc.

Ma se non si può prevedere non si può fare nulla. Certamente no. L'Ingv italiano proprone un'aggiornata mappa del rischio sismico (nella foto). Salta agli occhi che L'Aquila è proprio nella zona di maggior rischio del Paese. Forse i media dovrebbero condurre un'inchiesta su quali misure la città aveva preso per consolidare e mettere in sicurezza (le indicazioni sono sul sito dell'Ingv) gli edifici crollati invece di puntare il dito verso chi ha o meno ascoltato facili allarmismi.