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Continua la demonizzazione dei social network

Internet si sa è un meandro maleodorante e tenebroso pieno di hacker pronti a verminizzare i nostri dischi rigidi, rubarci l'identità e la carta di credito e, perché no, adescare minorenni (senza nemmeno il bisogno che inviino un book footografico…). E i social network, FaceBook in testa, non fanno eccezione. Perfortuna però molte menti illuminate hanno cominciato a contestare questi strumenti contro(per)versi e ci stanno mostrando la via verso la salvezza: suicidare il proprio profilo, avatar o quello che sia. L'ultima puntata di questa tendenza è riportata oggi da Elvira Serra sul Corriere (Relazioni pericolose e web-dipendenti Nasce il partito dei nemici di Facebook ).

Francamente i toni fanno sorridere e ricordano chi liquidava l'invenzione del telefono come un semplice passatempo da donnicciole, che mai e poi mai sarebbe stato utilizzato dagli uomini d'affari per discutere cose importanti.

Meno esilarante è il fatto che i pochi dati nunmerici del pezzo facciano riferimento ai 4mila amici della Daria Bignardi si FB, mentre ci si dimentica di dire che gli utenti sono letteralmente esplosi in Italia nell'ultimo anno e ora sono oltre 10 milioni.

Dieci milioni di superficialoni vittime della tecnologia? Può darsi. Ma questi che in fondo sono un italiano su sei potrebbero essere un gruppo molto più articolato. Che magari ha capito che la tecnologia non è artificialità, ma seconda natura, come nota oggi sul "Domenicale" Pascal Bruckner. O che magari hanno una corteccia prefrontale più sviluppata e quindi sono più socievoli – anche online, non solo online – perché delle "people-person" come descrive uno studio Usa riportato oggi da Repubblica.