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Copenhagen taglia le emissioni per crescere, Milano no…

In questi giorni a Milano, Ragnarock, il festival delle colture nordiche, ha visto diverse testimonsianze sull'esperienza danese nella lotta al cambiamento climatico e nell'abbattimento delle emissioni di CO2. Copenhagen a dicembre ospiterà il Cop15, la conferenza sul cambiamento climatico, ma la l'esperienza danese è stata costruita nel tempo e sta portando molto vantaggi economici. Tra cui la crescita economica positiva nonostante (o proprio per?) la riduzione delle emissioni.

Copenhagen, tra l'altro, l'anno scorso è stata dichiarata città più vivibile dell'anno per servizi, cultura e standard ambientali… A Milano, capitale dell'innovazione italiana e futura sede di un Expo dedicato allo sviluppo sostenibile, la qualità dell'ambiente sembra lasciare molto a desiderare.

A breve dovrebbero arrivare i dati del primo anno dello studio Tosca condotto dal Centro Polaris dell’Università di Milano-Bicocca. Tosca, per la prima volta esamina le ricadute del particolato di Milano sulla salute umana. Sotto i riflettori ci sono l'inquinamento da PM10 estivo che produce, sulle cellule alveolari dei polmoni, tossicità e infiammazione più rilevanti rispetto al PM10 invernale. Mentre il PM 2.5 (particelle più piccole) invernale ed estivo induce una risposta infiammatoria meno importante rispetto al PM10 e, più in generale, il PM2.5 risulta meno tossico per le cellule rispetto al  PM10. I ricercatori stanno ora valutando  gli andamenti dei ricoveri e del consumo di farmaci respiratori oltre ai 15mila ricoveri ospedalieri e 1,5 milioni di prescrizioni per valutare eventuali variazioni imputabili all’inquinamento atmosferico.

I livelli di particolato fine sotto la Madonnina – qui sotto un grafico proveniente dallo studio Tosca – sono però già abbastanza inquietanti. Nonostante l'Ecopass non sembra ci sia nessun miglioramento dell'aria…

ParticolatoMI