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Xenotrapianti, oggi a NòvaLab24 batte un cuore animale

Oggi a NòvaLab24, la trasmissione di ricerca, innovazione e creatività in onda dal lunedì al venerdì alle 16.00 parlo di xenotrapianti con una delle pioniere di questo campo, Marialuisa Lavitrano e Mariachiara Tallacchini, giurista dell'Università di Milano, che ha fatto moltissimo lavoro su questo fronte.

Entrambe lavorano al progetto Xenome, una collaborazione europea per sviluppare questa nuova tecnologia che promette di tagliare i tempi di attesa per i trapianti (oggi sono 45mila solo in Europa i pazienti in attesa di un organo), ma sarebbe una delle più grandi rivoluzioni della medicina moderna. 

Qualche tentativo è stato già fatto come nel caso di Baby Fay, la bambina californiana al quale era stato trapiantato un cuore di babbuino ma che purtroppo è vissuta solo poche settimane.

Qualche settimana fa la neozelandese Living Cell Technologies ha prodotto cellule di maiale impiantate nel pancreas di un paziente grazie a un interessante sistema di incapsulazione che dovrebbe garantirgli protezione da eventuali infezioni.

I problemi legati agli xenotrapianti non sono certamente pochi. Dai timori per la diffusione di nuovi virus patogeni negi animali all'uomo (es.io Ebola e Aids), ma anche etici e giuridici.

Per adesso, in realtà, si sono riscontrati pochi problemi con queste tecniche, ma come sottolineano gli esperti una bassa evidenza del rischio non significa necessariamente un basso rischio…

La sfida degli xenotrapianti però non è solo tecnologica e scientifica come sottolinea Tallacchini. La legislazione per regolare gli xenotrapianti oggi non manca, ma davanti a un balzo tecnico così grande anche la società deve sviluppare nuovi strumenti di comprensione e approvazione delle innovazioni. Non a caso Tallacchini parla di "democrazia sperimentale" per quei Paesi che hanno lanciato consultazioni allargate a tutti i cittadini sulle grandi questioni della tecnica e della scienza. Scoprendo spesso, che in realtà i cittadini, quando ben informati e coinvolti sono molto meno irrazionali di quanto spesso raccontano politici e giornalisti.

Di certo il panorama mondiale è ancora molto diversificato come spiegherà Tallacchini. L'Australia ha ancora in vigore una moratoria totale. In Canada è impossibile brevettare animali adatti agli xenotrapianti e queso sembra un disincentivo alla ricerca, mentre altri Paesi sembrano molto più permissivi come, ad esempio, il Messico, dove l'anno scorso stava per cominciare una sperimentazione, molto controversa e perfortuna interrotta, di xenotrapianti di cellule pancreatiche di maiale in bambini diabetici.

In questa pagina trovate anche due brevi video dei due ospiti e qui sotto la scheda biografica che utilizzeremo in radio.

'Will talk to you "On Air"…

Chi è Marialuisa Lavitrano

Molti scienziati sognano di stravolgere i dogmi  e segnare una pietra miliare della scienza, ma solo ad alcuni riesce davvero. È il caso di Marialuisa Lavitrano, in cui la tenacia sembra seconda solo alla passione per scoperte controcorrente. Nella prima scoperta, vent’anni, fa confessa di esserci letteralmente “inciampata”. Insieme ad alcuni giovani colleghi, Lavitrano mostrò che, al momento della fecondazione, gli spermatozoi possono introdurre nella cellula uovo materiale che non appartiene al loro patrimonio genetico. Molti dei ricercatori più anziani liquidarono quella che allora sembrava un’eresia come una contaminazione da laboratorio, e colleghi americani hanno letteralmente boicottato per anni la metodologia. Ma questa napoletana dagli occhi verdi ha continuato a puntare a scommettere sui propri risultati.
L’ostinazione ha pagato e oggi l’équipe di Lavitrano, basandosi su quella scoperta, ha messo a punto un sistema per produrre animali transgenici molto più efficiente di quelli tradizionali. Una tecnica “low-cost” e “low-tech” che oggi permette di produrre maiali portatori di geni umani, che un giorno potrebbero fornire organi da impiantare in pazienti affetti da malattie gravissime. Quella degli xenotrapianti è una delle frontiere più fantascientifiche della medicina, ma con un grandissimo impatto sociale.
Ogni 18 minuti in Europa muore una persona per mancanza di un organo da trapiantare.  Animali con tessuti più simili all’uomo rivoluzionerebbero inoltre i costi dello sviluppo di farmaci e delle terapie per malattie oggi incurabili.
I passi per rendere rendere applicabili questi trapianti sono però ancora molti. I ricercatori dovranno identificare almeno una decina di geni in grado di controllare il rigetto di organi e tessuti. Intanto, la produzione di questi animali trasgenici “umanizzati” è già avviata con il progetto PowerPig, il quale, grazie al coinvolgimento di Italian Applications, potrebbe generare anche un progetto imprenditoriale. 

Chi è Mariachiara Tallacchini

Mariachiara Tallacchini è professore ordinario presso la Facoltà di
Giurisprudenza dell'Università Cattolica di Piacenza, dove insegna
"Filosofia del diritto" e "Scienza, Tecnologia & Diritto"; ed è
professore a contratto in "Bioetica" presso il Corso di laurea in
Biotecnologie dell'Università degli Studi di Milano.
Nel 2000 ha ricevuto una post-doctoral fellowship
presso il Dipartimento di Science, Technology and Public Policy della
Kennedy School of Government (Harvard University) e ha collaborato in
svariate occasioni con il WHO Regional Office of Rome on Environment
and Health. Ha insegnato "Scienza, Tecnologia & Diritto" presso la
Facoltà di Filosofia dell'Università Vita e Salute San Raffaele nel
2004-2005 e nel Master in Ecopatologia della Fauna Selvatica presso la
Facoltà di Veterinaria dell'Università di Milano nel 2004 e nel 2005.
E'membro di comitati etici e scientifici in relazione ai settori della
genetica, delle biotecnologie e dell'ambiente. E' membro del Comitato
di esperti della Commissione Europea, DG Research, su "Science and
Governance".
I suoi principali interessi riguardano la regolazione della scienza e
il diritto, in particolare per quanto riguarda le scienze della vita e
i diritti legati alla salute e all'innovazione tecnologica.