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A NòvaLab24-Radio24 oggi va in tavola il clima

Un Pianeta più caldo cambia prima di tutto come e cosa
mangiamo. Il prossimo dicembre, a Copenhagen, Governi e scienziati discuteranno
un nuovo accordo di Kyoto per lotta al riscaldamento globale, ma è nel nostro
piatto che vedremo le prime e più visibili conseguenze delle temperature più
alte.

In attesa del Cop15, Luca Tremolada ed io cominciamo a parlarne tra un paio d'ore a NòvaLab-Radio24 con Michele Stanca, docente di Miglioramento Genetico e Ogm in Agricoltura all'Universita' di Modena e Reggio Emilia e Antonello Pasini, climatologo del Cnr e collega di Nòva100. Il Pod della tramissione adesso è qui.

Innovazione e creatività stanno già rivoluzionando campi,
pascoli e pesca. Ogni anno l’agricoltura, consuma da sola il 70% dell’acqua
dolce disponibile ed emette il 20% della CO2 liberata nell’atmosfera. L’aumento
della richiesta di proteine nei Paesi in Via di Sviluppo aumenta l’impatto di
allevamento e pesca.

Dall’Europa dell’Est, al Sudamerica e all’Africa molte
aziende stanno investendo in nuovi terreni agricoli, ma per sfamare i nove
miliardi di persone che abiteranno la Terra nel 2050 non bastano nuovi campi.
Come in tutte le rivoluzioni agricole, ci vogliono tecnologie e idee nuove. Il futuro, per capirci, non è nell'hamburger Article-1065230-01CFBCF0000004B0-823_468x300come lo conosciamo oggi…

E' con questa idea che NòvaLab24 è partita alla
scoperta della produzione alimentare del futuro per vedere cosa ci troveremo
nel piatto con il cambiamento climatico. Quello che ci aspetta è una produzione più sostenibile, più
open-source e più attenta ai legami con il territorio e alle sue ricadute a
lungo termine. In una parola, più verde perché più efficiente, ma anche in
grado di rendere più vivibili le città in cui viviamo.

 CfootItaGiusto per dare qualche numero ecco una radiografia delle emissioni italiane calcolata da www.carbonfootprintofnations.com

L’americano Dickson Despommier, ad esempio, ha progettato un
grattacielo di 30 piani che è un vero e Dicksondespommier proprio orto verticale, in grado di
nutrire 50mila persone ogni anno, assorbire la CO2 dall’aria e abbassare  di due
gradi le temperature estive. E non è finita. In Asia, dove la popolazione sta esplodendo,
c’è chi propone di far fronte alla riduzione del pescato con allevamenti di
alghe e meduse che potrebbero diventare una preziosa fonte di proteine.

Niente più tonni e branzini, ma fritti misti di alghe e
meduse per tutti?

Niente paura, non mancano approcci più tradizionali. Come ad
esempio l’agricoltura di precisione che si sta già diffondendo nel Europa e
oltreatlantico, che minimizza l’uso di acqua e concimi grazie all’uso di
software e satelliti.

Intanto ecco qualche consiglio da parte del bravissimo Mark Bittman, ospite a Ted.