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Clima, quando la pausa del riscaldamento diventa leggenda metropolitana

H_4_ill_1258678_inde-climatLe voci di una pausa nel riscaldamento globale si sono moltiplicate nelle ultime settimane. Non solo nei circoli dei climatoscettici ai quali ho già accennato in passato, ma anche su media autorevoli e tradizionalmente attenti a temi ambientali.

Oggi ci scivola anche Gabriele Beccaria che su TuttoScienze-La Stampa stende il tappeto rosso alle tesi di Mojib Latif (in realtà gli studi che cita non sono nemmeno i suoi…) titolando "Effetto serra, 10 anni di tregua".

Beccaria è solo l'ultimo in data a riprendere quella che ormai è chiaramente una leggenda metropolitana. Per citare due testate importanti, Paul Hudson della Bbc lo scorso 9 ottobre titolava "What happened to global warming?" spiegando che, se è vero che nel secolo passato c'è stato un aumento costante, negli ultimi 11 anni non si è visto un aumento delle temperature globali. Hudson ha portato anche alcune precisazioni al pezzo nel suo blog.

"The Christian Science Monitor" si chiede "Has global cooling begun?"

"Le Monde", nel numero del 21 ottobre, aveva una bella feature che iniziava addirittura dalla prima pagina chiedendosi "Climat : le réchauffement marque-t-il une pause ?" e in accesso libero qui suggerendo addirittura non solo un plateau delle temperature mondiali, ma un leggero raffreddamento nei prossimi 20 a

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"Le Monde" sottolinea che non è in discussione la tendenza di lungo termine verso un aumento delle temperature, ma che un cambiamento dei moti oceanici nei prossimi anni potrebbe farsi abbastanza potente da compensare il contributo delle attività umane (chi si beve ancora la storia dei raggi cosmici può trovare un bel "debunking" qui a cura del Governo britannico) al riscaldemento climatico. Un'ottima notizia in tempi di crisi, quando tasse e nuovi limiti ambientali sono proprio l'ultima cosa che vorrebbero sentire le aziende impegnate nella ripresa.

Rilancia il tema del "cooling" anche il nuovo "Superfreakanomics", seconda fatica degli autori del bestseller "Freakanomics".

E non mancano nemmeno studi scientifici che descrivono queste anomalie nelle temperature.

Ma l'impatto di queste tesi va ben oltre la prossima trimestrale. A poche settimane dal Cop15, il summit delle Nazioni Unite sul clima, è cruciale per capire il quadro di riferimento nel quale i leader mondiali potrebbero (molto probabilmente non ci riusciranno in maniera vincolante come ha osservato Bruce Bueno de Mesquita su "Foreign Policy") in un accordo sulla riduzione delle emissioni e la mitigazione del riscaldamento.

Il lato positivo di tutta questa storia è che non si discutono più i dati come accadeva solo 5-6 anni fa e tutti Gtc2008riconoscono che c'è una leggera picchiata delle temperature (vedi il grafico dell'Hadley center qui di seguito) ma si dibatte sulla loro interpretazione e sul loro reale significato.

Il "Global cooling" è allora un fenomeno che dobbiamo effettivamente prendere in considerazione nel progettare interventi di mitigazione e adattamento climatico?

Forse c'è ancora tempo prima di stappare lo champagne per l'arresto del riscaldamento climatico avvenuto 10 anni fa e correre ad aquistare l'ultimo sub da 4mila di cilindrata (solo dopo aver disinvestito da energie verdi e carbon credits)…

Sicuramente prima bisogna prestare ascolto a Seth Borenstein, reporter di della Associated Press (lo cita anche Luca De Biase qui), che ha passato i dati alla base del "cooling" al setaccio come dovrebbe fare ogni giornalista che si rispetti. Qui il suo pezzo.

GlobalWarmingStatsAP

Borenstein ha preso i dati del Noaa per inoltrarli senza rivelare che si trattase di una richiesta di AP a quattro statistici indipendenti. Unanimemente i quattro hanno infatti evidenziato che i 10 anni esaminati mostrano non solo le temperature più alte mai registrate sul Pianeta (questo si sapeva), ma soprattutto che al di là delle oscillazioni puntuali c'è un netto e consistente trend all'innalzamento. Di qui il suo titolo: "Statisticians reject global cooling" che speriamo tenga a bada – almeno per un po' – i climatoscettici. Il grafico qui accanto viene proprio da questa elaborazione.

Un buon colpo d'occhio di cosa sta succedendo al nostro Pianeta arriva comunque dal Giss della Nasa che mostra chiaramente, anche senza analisi statistiche che il trend globale è nettamente positivo.

Il "cooling", insomma, rimane ancora una leggenda… che continua ad attizzare i media.