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Ogm: organismi giornalisticamente massacrati…

Oggi sul Corriere, Giulia Maria Crespi, presidente onoraria del Fai, spara ad alzo zero sugli Ogm (ma anche su Bersani, Zaia e la Chiesa…).

Sergio Rizzo, abilissimo collega le contrappone il parere di diversi scienziati, tra cui Veronesi, ma purtroppo mai un dato che sia uno….

Il passaggio più avvincente arriva però quando la Presidente tira in ballo le sacre scritture dicendo: 

«Senta qua. E Dio disse: la terra produca germogli, erbe che producono
seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno
frutto con il seme, secondo la propria specie». Chiarendo poi che si tratta de "La Genesi", edizione critica ufficiale a cura di
Civiltà cattolica presentata da Carlo Maria Martini.

E quindi vierne il ragionamento scientifico della Crespi: «Ora, gli Ogm che
cosa sono, se non la negazione di quel principio "secondo la propria
specie", che la Genesi attribuisce a Dio? Non so se tutti hanno chiaro
che si uniscono specie diverse: specie vegetali con specie animali,
insetti. È una cosa completamente diversa dai cosiddetti ibridi. Si
manipola la natura, e alla lunga la natura si ribella».

Il passaggio merita di essere citato perché racchiude in poche righe diverse strafalcioni scientifici che meritano chiarimento a prescindere da qualsiasi cosa uno pensi degli Ogm o delle Sacre scritture (sulle quali confesso subito grande ignoranza).

1) Non è vero che gli Ogm sono per definizione miscugli di geni di specie diverse (una volta si diceva i geni del pesce artico nella fragola), ma molto più spesso di varietà analoghe e selvatiche

2) Se contadini e allevatori avessero seguito il precetto non avremmo molte specie di alberi da frutto oggi coltivate, i muli, che tante merci hanno spostato nel mondo e nemmeno il vino, visto che la vitis vinifera è ancora coltivata grazie agli innesti su viti americane.

3) In senso più ampio, se virus, batteri e altri organismo non avessero mischiato i propri geni non avremmo mai avuto l'evoluzione e probabilmente non saremmo qui a preoccuparci degli Ogm.

Detto questo, l'introduzione di colture Ogm va valutata e seguita con attenzione, ma soprattutto con il rigore dei dati scientifici.