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Serendipity di Guido Romeo

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PechaKuchaNight, a Helsinki la terza cultura si tocca con mano

31c0eaf3e2da92d1d379fe61d74ebf9b_pechakucha_140110_9480PechaKucha in giapponese è come dire bla-bla, ma da Tokio a Helsinki è ormai il sinonimo di presentazione creativa. E' cominciata con i designer ai quali si chiedeva di presentare al pubblico 20 immagini esposte per 20 secondi l'una. Un tempo sufficiente per dire delle cose, ma possibilmente non abbastanza per annoiare. All'ultimo Designweek di Helsinki, capitale del Design 2012, hanno cominciato a farlo anche gli scienziati.

Il formato è veramente divertente e molto agile. Ma soprattutto si adatta bene allo spirito di Helsinki, una vera città illuminata, che ha apertamente dichiarato di voler ridisegnare se stessa e farlo in maniera partecipata, sostenibile e mettendo a sistema tecnologie e talenti. IMG_2091

Un pezzo importante è Kaapeli, la famosa cable factory portata in palmo di mano da chiunque voglia ragionare di industrie creative come il network Europe Trans Halles.

La Cable è un posto speciale. 53mila mq di un'ex-fabbrica Nokia convertita a centro culturale nel 1992 dove pui incrociare giovani rocker professionisti che incidono demo e cd (ma c'è anche una macchina per i vinili!), ma anche giovani gamers, ballerini, maestri di arti marziali, architetti e fotografi. Il direttore non a caso è un matematico divenuto promoter di  uno degli eventi heavy metal più famosi del Paese. 

IMG_2096Un percorso strano? Forse non tanto, in sala pesi spicca il ritratto del primo direttore di Kaapeli, Verner Weckman, ingegnere e pesidente di Nokia, ma anche primo oro olimpico Finlandese. La terza cultura che fonde tecnologia, cultura e società qui non è un'invenzione, ma una tradizione.

 

 

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