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Serendipity -

innovazione

19/05/09

Nevada, nel deserto fiorisce la tecnologia

Reno, nel Nord del Nevada è nel bel mezzo di una landa desertica, ma qui la tecnologia cresce rigogliosa. Complice la crisi, lo Stato si appresta a tagliare i fondi, ma ecco qualche esempio d'eccellenza decisamente "glocal" che ha fatto della regione desertica un prolifico terreno di cultura delle innovazioni.

Quache anno fa l'Università ha investito in un robot bibliotecario (nel video) d'avanguardia che ha consentito di risparmiare un intero piano dell'edificio. Costo, 7 milioni di dollari circa, ma a quanto pare ampiamente ripagato in termini di efficenza e di risparmio di spazio. Sarà interessante vedere cosa ne faranno con l'avvento degli e-book che in Usa stanno già prendendo piede nel settore educational.

Un altro polo d'eccellenza è il DRI, il Desert research institute dove, oltre a un bel campionaro di ghiacci della calotta antartica, c'è un sistema Cave, in grado di creare uno spazio tridimensionale immersivo è utilizzato per la formazione dei "firefighters", i guardiaboschi che devono combattere i devastanti incendi della zona. Nel video, Dan Coming, ne spiega il funzionamento.


02/04/09

Perugia Città Illuminata - il cuore verde dell'innovazione

DSC_5748 Ogni inchiesta che si rispetti, ma soprattutto quelle che ti portano sul terreno ("a consumarti le scarpe" diceva un mio prof di giornalismo...),producono molto più materiale e conoscenza di quanto possa entrare nella pagina. Tra le persone e le innovazioni che ho incontrato a Perugia, durante la mia visita per preparare "Perugia Rinnovabile", l'ultima tappa delle Città Illuminate, eccone qui di seguito alcune decisamente visionarie. Sullo scooterone, (rigorosamente elettrico!), è seduto Lorenzo Fasola Bologna, il direttore dell'azienda agricola di Monte Vibiano, che lo scorso 11 ottobre ha lanciato 360° Green revolution. Una trasformazione radicale che dovrebbe portare l'azienda, che  produce un olio congelato di prima qualità di cui rifornisce moltissime linee aeree internazionali (quando si dice portare il sapore dell'Italia nel mondo... Qui un bel video di Cnn Traveller) a diventare Carbon-free entro la fine del 2009. Ma la portata di questa trasfromazione si capisce davvero solo incontrando Lorenzo. A 37 anni, dopo studi in economia e viaggi un po' in tutto il mondo, Lorenzo persegue i suoi obbiettivi ambientali con la stessa tenacia e determinazione con le quali gioca a tennis nei campionati nazionali.IMG_9662

Quella che spunta dietro lo scooterone è infatti un sistema di accumulo dell'energia fotovoltaica unico in Italia e tra i primi in Europa. Sviluppato dall'austriaca Cellstrom, utilizza un elettrolita liquido al vanadio che permette di mantenere la carica in maniera molto efficiente (si parla dell'1% di perdita l'anno). La durata dell'impianto, che ha un costo di circa 800mila euro, è di circa 15-20 anni, ma è condizionato soprattutto dalla durata della componentistica più che dall'elettrolita. L'impianto come appare è stato assemblato dalla Solon.

IMG_9707 Un'altra innovazione, introdotta a Monte Vibiano sono le vernigi anti-albedo che permettono di ridurre il calore riflesso dai silos verso l'atmosfera e quindi l'effetto serra.Vibiano0050Fin

Last bit not least, sul fronte dei combustibili a Montevibiano i trattori sono già diventati ecologici con il bassaggio al biodiesel, ma si progetta di spingersi ancora più in là nel prossimi mesi. Nel perugino, un punto di riferimento per molte aziende è diventato infatti il Centro di ricerca sulle biomasse del prof. Franco Cotana presso l'Università di Perugia con il quale collaborano anche molte altre aziende del territorio come la Lungarotti che ha anch'essa avviato un sistema di riutilizzo del cippato agricolo da utilizzare in caldaie (è il progetto ERAASPV: Energia Rinnovabile per le Aziende Agricole derivante da Scarti di Potature dei Vigneti). Il prossimo passo però sarà la messa a punto di un biodiesel di seconda generazione, un combustibile liquido simile a quello attuale, ma ottenuto da materiali molto meno nobili come quelli legnosi che compongono i residui agricoli.

Sul fronte delle rinnovabili lavora anche Gianluigi Angelantoni con la sua Archimede Solar che ha già lanciato la produzione industriale dei tubi a sali fusi ideati dal Nobel Carlo Rubbia quando guidava l'Enea e sperimentati nella centrale Enel di Priolo Gargallo vicino a Siracusa dove funziona in ciclo combinato con una centrale a combustibile fossile.

Archimede Coll_lineari

Il sistema, attualmente in concorrenza con quelli a olio minerale già utilizzati in Nevada negli Usa e in altri Paesi sembra avere le carte in regola per diventare la tecnologa leader del solare termodinamico che oggi vede già installati 480 MW e altri 800 in costruzione in Spagna dove c'è una pipeline di quasi 130 progetti, e negli Usa (50 progetti).

A fianco, uno dei tubi per i sali fusi prodotti dall'Archimede Solar. A vederli sono molto semplici e bastano due persone per sollevarne uno afferrandolo per i manici in legno, ma sono un concentrato di tecnologia. Dal nanorivestimento nero che ricopre il tubo interno in acciaio, a sistemi per mantenere il condotto sotto vuoto e senza impurità, al passaggio, delicatissimo e diventato il fiore all'occhiello dell'azienda, di giunzione dei "colletti in metallo al vetro perché a tempetarature di 550°C le dilatazioni sono impressionanti.SIEMENS (106)

Come ho sottolineato anche nell'inchiesta su "Nòva24-Il Sole24Ore" a Perugia, come in tutti i territori dove si innova, non mancano i punti di difficoltà. Il prossimo rapporto Ruics sull'innovazione in Umbria uscirà tra qualche settimana e sarà interessante confrontarlo con quello disponibile oggi qui, che precisa:

"Per l’Umbria emerge, in estrema sintesi, una prosecuzione nel percorso di recupero intrapreso rispetto alle regioni italiane più dinamiche, all’interno di un quadro di competitività italiano non particolarmente brillante. Infatti, per alcuni indicatori l’Umbria vede ridurre le sue performance rispetto ad  alcune
regioni del centro-nord. Questo si registra in particolare nell’area “Innovazioni finanziarie, di prodotto e di struttura di mercato” del RUIS e in quella “Apertura all’esterno” del RUMES. 

Ma ci sono anche note positive:
 
"Per altri indicatori (specialmente nell’area “Crescita economica”, che analizza appunto il grado di dinamicità del sistema economico regionale) si riscontrano invece segnali di miglioramento. Si consolida infine la buona performance dell’Umbria nell’Area Risorse Umane, anche se ciò non è sufficiente a compensare il peggioramento nelle aree sopra evidenziate".

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27/03/09

Il Christian Science Monitor dice addio alla carta

Da domani, dopo 100 anni sulla carta il bostoniano Christian Science Monitor, una delle testate Usa più rispettate per rigore e accuratezza, spicca il grande salto e diventa interamente digitale. Sulzberger, l'editore del NYT aveva detto tra 10 anni, ma la crisi ha chiaramente accelerato i tempi... Le motivazioni del Monitor sono quelle che si leggono ogni giorno per spiegare i tagli di personale (NYT e Washington Post in testa...): perdite di copie (il Monitori si è assestato intorno a 50mila) e calo dei ricavi pubblicitari.

Il punto interessante è però che il modello del monitor è "web based" e la carta non sparisce completamente. Rimane un'edizione settimanale stampata per gli abbonati e ogni giorno via mail sarà disponibile un file di tre pagine da stampare. La "ciccia" come si dice in gergo, va però sul web.

La soluzione non sembra cos male perchè il piano del monitor sembra permettere di mantenere 80 dei 97 giornalisti (è pur sempre un taglio del 20%...) i desck all'estero e gli "stringer", i corrispondenti locali che tanti oggi sperano di sostituire con blogger o "amateur" di vario genere.


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09/02/09

Testamento biologico, c'è veramente bisogno di una legge?

Il caso Englaro imperversa sui giornali e ha fatto diventare il testamento biologico un tema d'urgenza. Nel coro di voci sempre più discordanti ciò che si perde è soprattutto chiarezza perché in realtà i giuristi ci ragionano da tempo e per questo ripubblico qui un estratto di un'intervista pubblicata due anni fa su "Il Sole24Ore" ad Amedeo Santosuosso, giudice presso la Corte d'Appello di Milano e Presidente del Centro interdipartimentale su scienza e diritto dell'Università di Pavia. Qui un altro suo bell'articolo sul tema su pazienti e diritti.

Santosuosso mostrava già allora che, anche in assenza di una legge, si poteva già sviluppare un ragionamento giuridico solido e corretto, sull'autodeterminazione del malato.

Un altro punto importante è che Santosuosso non cita solo la Costituzione italiana, ma anche le Carta di Nizza e la Convenzione di Oviedo, per dare un quadro che va oltre le cronache nazionali.

1. Che cos’è il testamento biologico e quali possono essere i suoi contenuti?
È un documento nel quale una persona in piena capacità e coscienza dà indicazioni sui trattamenti medici che desidera gli vengano somministrati o meno, se e quando si dovesse trovare in condizioni di non capacità. La sua funzione è perciò quella di proiettare la volontà di un individuo in una fase nella quale questi ha perso la capacità d’intendere e di volere. La dizione “testamento biologico” e l’analogo inglese “living will” o “dichiarazioni anticipate” sono però fuorvianti ed è più corretto parlare di “direttive anticipate”.

2. Quali le basi giuridiche nel diritto italiano di queste “direttive”?
La possibilità di scegliere a quali trattamenti medici sottoporsi è sancita dall’art. 13 della nostra Costituzione, per il quale  la libertà personale è “inviolabile”, e dall’articolo 32, che garantisce il diritto alla salute. La salute, in quanto diritto, comprende la facoltà di curarsi o meno, anche rifiutando trattamenti salvavita, perché altrimenti si dovrebbe parlare di un “dovere alla salute”. Il quadro italiano trova riscontro nella convenzione di Oviedo (ratificata dall’Italia) e nella Carta di Nizza che rientra nel progetto di Costituzione europea, anch’essa approvata dal nostro Paese. La giurisprudenza italiana, pur con qualche oscillazione, considera ormai l’art. 13 della Costituzione e la libertà di disporre di sé come la base di tutti gli altri diritti, come sancito da una sentenza della Corte Costituzionale del 1990.

3. Quali sono i punti comuni con il diritto di altri Paesi?
L’esperienza di maggiore portata è quella statunitense, che parte dal 1977 con la sentenza sul caso Quinlan. Formule simili sono state elaborate in Olanda,   Svizzera, Francia e altri paesi. I punti comuni riguardano la designazione di un “fiduciario” che vigili sul rispetto delle volontà del paziente, la regolazione dei rapporti con i familiari e la definizione del ruolo del medico.

4. A chi è affidata l’applicazione delle “direttive anticipate” e qual’è il ruolo del medico?
Con l’introduzione del riconoscimento del diritto di autodeterminazione del paziente la decisione in medicina non è più rimessa al solo medico. Oggi il medico valuta e propone i trattamenti, ma la decisione su cosa debba essere fatto è rimessa al paziente, una volta informato adeguatamente. Le direttive anticipate garantiscono la duplicità dei soggetti della decisione (e quindi il rispetto delle volontà del diretto interessato) in un momento in cui non vi è più la capacità di decidere.

5. Oggi in Italia esistono diversi disegni di legge per regolare questa materia. Quali gli elementi più innovativi?
Ci sono otto disegni di legge presentati al  Senato e altre cinque proposte alla Camera. La maggior parte ha un impianto solido, basato sul diritto di autodeterminazione del paziente. L’elemento più innovativo, e che può garantire il successo di una legge su questa materia, è costituito dall’esplicita previsione che il medico che rispetti le volontà del paziente, è esente da ogni responsabilità civile e penale.

6. Quali i nodi ancora da sciogliere?
La questione più delicata rimane l’idratazione e la nutrizione, in particolare per i pazienti in stato vegetativo permanente. Qualche disegno di legge, come il ddl Binetti presentato al Senato e la proposta Di Virgilio alla Camera, escludono che si possa rifiutare l’idratazione e la nutrizione artificiale. Entrambi fanno un passo indietro rispetto al diritto attuale, e sarebbero forse passibili di una dichiarazione di incostituzionalità qualora venissero approvati.

7. Quando si può parlare di accanimento terapeutico?
Di fatto è accanimento terapeutico tutto ciò che va contro la volontà del paziente. Nel caso di Piergiorgio Welby, ad esempio, era chiara la sua volontà contraria a far diventare eccessivo l’uso del respiratore. Nel caso la volontà non sia espressa e il paziente non sia cosciente esiste la possibilità di nominare un suo rappresentate e di ricostruire le volontà attraverso testimonianze, come è avvenuto per Eluana Englaro.

8. Oggi in Italia è possibile ottenere l’interruzione dell’accanimento terapeutico?
Certamente, quando esiste una volontà chiara del paziente. Il provvedimento del tribunale di Roma che ha negato il diritto di Welby al distacco del respiratore è criticabile perché non tiene conto delle volontà del diretto interessato ed è stato impugnato dalla Procura della Repubblica con argomenti che, se il paziente non fosse deceduto, avrebbero molto probabilmente portato a un provvedimento di accoglimento delle richieste di Welby.

9. Che cosa si intende per eutanasia “passiva” e “attiva”?
Nel primo caso il decesso segue generalmente l’interruzione di un trattamento, mentre per eutanasia “attiva” si intende un intervento direttamente finalizzato a provocare la morte. La distinzione però è molto sottile perché lo stesso evento può essere provocato sia dal fare che dal non fare qualcosa.

10. Esistono già Paesi che riconoscono la possibilità di eutanasia e con quali cautele?
Vanno ricordati lo stato dell’Oregon, negli Usa, e l’Olanda. La legge olandese adotta molte cautele e dà un potere di vigilanza al procuratore della Repubblica. Il riconoscimento dell’autodeterminazione del paziente ha eroso il tradizionale concetto di eutanasia, sottraendovi tutti i casi di rifiuto di trattamenti salvavita. Ma si potrebbe anche dire che una morte conforme alle nostre sensibilità e alle nostre decisioni è una morte migliore di quella eterodeterminata, e allora anche i rifiuti di trattamenti salvavita, le sedazioni e le palliazioni richieste rientrerebbero nel concetto di eutanasia. Ma in tal modo essa comprenderebbe comportamenti come quello di Giovanni Paolo II, che, alla fine  della sua malattia, ha chiesto di non essere ricoverato in ospedale e che gli fosse consentito di andare alla casa del padre. Dire che la Chiesa cattolica sia favorevole all’eutanasia mi sembrerebbe di cattivo gusto.



Sette date per il testamento biologico

1977 il caso Quinlan: in Pennsylvania, negli Usa, il padre di Karen Ann Quinlan, una ragazza caduta in uno stato di coma profondo quando aveva quasi 21 anni ottiene per la prima volta il riconoscimento del diritto di staccare il respiratore che teneva in vita la figlia.

1990 caso Cruzan: la Corte suprema federale Usa riconosce a Nancy Beth Cruzan, in stato vegetativo permanente, il diritto di rifiutare idratazione e nutrizione per la prima volta in assenza di una volontà scritta, ma sulla base dei familiari consultati.

1993 caso Bland. I giudici della House of Lords britannica riconoscono la possibilità di interrompere i trattamenti che tengono in vita una persona in stato vegetativo permanente, anche in assenza di una volontà di riferimento.

1999 Kevorkian condannato. Il medico statunitense Jack Kevorkian è condannato per omicidio di secondo grado in Michigan per aver aiutato a morire Thomas Youk attraverso un’iniezione letale. Il medico sostiene di avr assistito quasi 100 malati terminali con procedure di eutanasia tra il 1990 e il 1998.

2005 Terry Schiavo. Il 31 maggio muore Theresa Marie "Terri" Schiavo, in stato vegetativo permanente dal 1990 dopo una lunga battaglia legale tra Michael Schiavo, suo marito e tutore che chiedeva la cessazione delle cure, e i genitori,   che vi si opponevano.

2006 Piergiorgio Welby. Il 20 dicembre muore Piergiorgio Welby, in seguito al distacco dal respiratore automatico al quale era collegato dal 1997. Il 16 dicembre 2006 il Tribunale di Roma aveva respinto la richiesta dei legali di Welby di porre fine ai trattamenti, dichiarandola “inammissibile”, per via del vuoto legislativo su questa materia.



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05/02/09

Jaime Lerner al Made, la necessità di un sogno per cambiare le città

"Se vuoi migliorare una città devi rispondere a due domande - ha spiegato stamattina Jaime Lerner alla platea del Made - qual'è il problema? Ma soprattutto, cosa sogni di diventare?". Il sogno è la dimensione più importante perché spesso le grandi assemblee non sono in grado di concepirlo, di formalizzarlo, ma è un motore indispensabile del cambiamento. Al quale occorrono anni per mostrari sompletamente, ma che deve essere innescato in fretta. Per battere sul tempo la propria paura, ma anche la propria burocrazia!

Ecco qui di seguito un estratto del suo intervento alla Ted conference, in cui riprende anche molti punti presentati a Milano.

Chiosa a margine. A Curitiba saranno anche bravi, ma dove la trovi una città che per farti andare a sentire uno dei massimi esperti di sviluppo urbano, archietetto e sindaco, che ha rivoluzionato la sua città ridisegnando i trasporti pubblici e i suoi landmark, ti fa fare 30 minuti di metrò, poi prendi la navetta, perché nel padiglione dalla parte opposta a quella che raggiungi subito (e vai di emissioni...). E dopo quando te ne vai scopri che le macchinette per il biglietto Rho-Milano (2.05 euro - la cifra dell'intelligenza...) sono collocate proprio a metà del lunghissimo tapis roulant. Cosicché invece di tornare sui tuoi passi alle macchinette finisci insieme a tutti gli altri aspiranti passeggeri a fare 6' di fila all'unico tabacchi di fronte ai tornelli?

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04/02/09

aNobii, il web 2.0 in cerca di un business model

04022009043 Greg Sung, il 29enne creatore di aNobii, ha da poco finito di parlare a Milano. L'occasione era l'accordo del suo popolarissimo social network di lettori con Ibs, il cui direttore generale Mauro Zerbini ha in programma anche il lancio si una piattaforma musicale per l'autunno e più avanti audiolibri e ebook. Presentazione rapida che ha sottolineato l'importanza dei meccanismi di fiducia e trasparenza all'interno del Web 2.0. Sung, che ha lanciato anche un progetto spin-off molto interessante, Moosh, per verificare spettacoli cinematografici e posti disponibili (presto un aNobii x la celluloide oltre che per la cellulosa? Chissà...).
Tre le parole chiave che ha proposto:
Genuinità: gli utenti partecipano se sentono che la community è originale e vera. I furbetti, come chi cerca di influenzare una community con recensioni false, vengono primo o poi sgamati.
Passione: per lanciare una start-up che funzioni bisgna concentrarsi su qualcosa che ci piace. Altrimenti non lo svilupperai mai bene. Vedi l'esperienza di Moosh, nato dopo le sfuriate di fidanzate rimaste fuori dal cinema. E naturalmente il sistema deve essere semplice, ma ormai questo s'era capito nel 2.0...
Sostenibilità: questa è la più interessante perchési riferisce ai modelli di business. Anche se genuino e con una forte community di appassionati, ciò che non fa profitto non dura (vedi il primo CouchSurfer).
Il problema, ed è lo stesso Sung a dichiararlo candidamente, è che il modello di business ancora non è chiaro nemmeno a lui. L'accordo con Ibs ne è certamente una parte, ma non sembra poter sostenere tutto. Greg sta tentando varie strade, tra cui diventare tool di marketing (purché sia esplicita l'operazione!) di nuovi autori e volumi.
Per la cronaca aNobii ancora non fa profitti, ma anche il suo creatore riconsce che deve trovare un sistema per sostenersi se vuole continuare ad attirare lettori/collaboratori.

E no, se vel lo state chiedendo, Sung, non crede granché negli e-book, perché giustamente osserva che leggere - quando si tratta di narrativa - è ancora unìesperienza estremamente fisica.

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14/01/09

Case design per gli slum

Dall'Africa all'Asia e perfino al Vecchio continente, la cosa soprendente delle bidonville è che si assomigliano un po' tutte. Lamiere, mattoni, cartone e teli di plastica sono gli elementi ricorrenti e fondamentali. Più che eliminarli gli slum fanno trasformati, magari con upgrade delle abitazioni che portino via via a case migliori (vedi Soweto in Sud Africa). In questa prospettiva, la Bauhaus University di Wiemar, in Germania, insieme a Gerd Niemoller, cofondatore della svizzera The Wall Ag, ha inventato la "Universal world house" una casa a basso costo costruita con pannelli di cellulosa imbevuti di resina come racconta Der Spiegel. Il nuovo materiale è ignifugo, isolante e altamente flessibile e promette di garantire maggiore sicurezza e confort nelle case. Ma non è finita. Alla The Wall hanno già lanciato i primi progetti di costruzione in Zimbabwe e in Nigeria insieme all'ong World Vision. L'azienda fornirà solo progetti e materiali grezzi mentre i macchinariper la produzione avverrà in loco anche per creare occupazione e sviluppare competenze. Non male come marketing.

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03/12/08

L'Obama politics è open source

Che le differenze tra Barack Obama e tutti i precedenti Usa non fossero solo una questione di pelle si era capito. Che nel suo dream-team di advisor ci fosse anche il guru della condivisione Laurence Lessig non era un mistero. Però è smepre una bella notizia vedere che tutti i materiali del suo Change.gov, sono condivisi con licenza creative commons 3.0. Lo segnala VU.net.

Eff gli ha già fatto i complimenti e molti adesso si aspettano azioni sulla libertà della rete. Già in campagna, Obama si era espresso decisamente a favore della net neutrality come pietra angolare dell'innovazione.

Anche se dovrà rinunciare all'amto Blackberry, Obama non sembra voler abbandonare lo strumento che gli ha portato tanti voti. E fa bene.

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Se il green vede nero

Si annunciano tempi difficili per il settore delle energie pulite, fino a ieri estremamente promettente in Europa. Colpa del prezzo del greggio che scende e della crisi economica che rende più difficili gli investimenti secondo "Der Spiegel". E non è finita. A essere più copliti, spiega Colette Lewiner di Capgemini, saranno le aziende più piccole che negli ultimi anni hanno dato tanta dinamicità al settore. Le Pmi italiane ad esempio... Ma ancge molti grandi, come il produttore di turbine eoliche Vestas, guardano con attenzione al pacchetto di Obama (Vestas produce anche in Usa) e alle misure in preparazione in Europa. Ma è una partita ancora tutta da giocare.

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22/11/08

Sei un ricercatore? Fatti calpestare la faccia!

Ricercacalpe Mocassini, stivali, polacchini, scarpe da running, scarpe da montagna, tacchi a spillo (ahi!), coturni firmati e non, magari anche qualche sandaletto, calcheranno le facce di ricercatori (ma il supplizio è aperto anche a quelle di tecnologi, amministrativi, tecnici, strutturati e non) che verranno fotografate e distese sui ciotoli di Piazza Maggiore a Bologna.

E' l'iniziativa "La ricerca calpestata" lanciata dal Cnr bolognese   per protestare contro i tagli alla ricerca.

E allora appuntamento a Bologna tra una settimana per la calpestata libera, sabato 29, dalle 10 alle 17. Gratis!

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